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L'Agro Labicano, propaggine nord - orientale del Vulcano Laziale tra le antiche città di Tusculum e Praeneste, era celebrato fin dall'antichità per le ricche messi, i vini pregiati ed i prodotti ortofrutticoli, coltivati su terreni vulcanici ricchi di acque. Dalla metà del II secolo a.C. alle fattorie sparse nella campagna si affiancarono le ville di otium dei piú famosi personaggi di Roma tra i quali Giulio Cesare che proprio nel Lavicano suo, come ci racconta Svetonio, scrisse il suo famoso testamento, alle idi di settembre del 45 a.C. La grande villa imperiale fu ristrutturata agli inizi del IV secolo d.C. da Valerio Massenzio, che proprio in questo luogo venne acclamato imperatore dai pretoriani e dal popolo di Roma. Negli antichi itinerari questo luogo era indicato come Ad Statuas e distava 18 miglia da Roma lungo la Via Labicana. Da qui si diramavano alcuni diverticoli, il primo conduceva a Praeneste ed al famoso tempio della Fortuna Primigenia, il secondo al passo dell'Algidum sulla Via Latina ed il terzo alla città di Tusculum. Alberghi taberne ed edifici commerciali formavano una vera e propria statio. I resti di questi edifici ed i basolati intatti della Via Labicana e dei diverticoli sono stati rinvenuti negli anni 1993 e 1995 nel sottosuolo dell'odierno largo Villa di Giulio Cesare. In epoca tardo-rinascimentale la Campagna Romana tornò a popolarsi di luoghi di sosta e di ristoro lungo le vie piú importanti: le osterie. Le piú antiche e famose osterie, scomparse nel XIX secolo, erano l'Osteria del Finocchio, l'Osteria di Mezza Selva, l'Osteria della Cava dell'Aglio (Algido) e l'Osteria di San Cesario, mentre l'Osteria del Curato e l'Osteria del Fico sono sempre state attive. Oggi a piú di un secolo dall'oblio, rinasce l'antica Osteria di San Cesario. Testi di EMILIO FERRACCI |
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| Osteria di San Cesario - Via F. Corridoni, 60 00030 San Cesareo (Roma) - Tutti i diritti riservati Realizzato da TRE160STUDIO |
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